Vuelta
Il norvegese Andreas Leknessund precede il connazionale e compagno di squadra Tobias Johannessen e si aggiudica la settima tappa della Vuelta
© Unipublic / Sprint Cycling Agency / ANTONIO BAIX
Mentre si portava le mani alla testa, incredulo, ad Aramón Valdelinares, Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) ha conquistato una vittoria speciale, resa ancora più significativa dalle fasce nere al braccio che lui e i suoi connazionali norvegesi hanno indossato nella settima tappa de La Vuelta 26. Alla partenza di Vall d’Alba, erano in testa al gruppo per rendere omaggio a Re Harald V, scomparso venerdì.
Pochi istanti dopo, Leknessund è stato protagonista della prima fuga di giornata, in una tappa caratterizzata da una lunga serie di attacchi. L’esperto passista-attaccante è rimasto al comando per tutta la giornata, riuscendo infine a staccare i compagni di fuga sull’ultima salita, quando mancavano 7,5 km al traguardo, conquistando così per la Norvegia la prima vittoria di tappa alla Vuelta dal successo di Thor Hushovd a Murcia nel 2010.
Sedici anni dopo, proprio Hushovd è il manager della Uno-X Mobility, squadra al debutto alla Vuelta, che ha conquistato almeno una vittoria negli ultimi quattro Grandi Giri a cui ha preso parte: Abrahamsen al Tour 2025, Dversnes al Giro 2026, Waerenskjold al Tour 2026 e ora Leknessund.
La giornata è stata ancora più speciale per la formazione scandinava, capace di realizzare una storica doppietta ad Aramón Valdelinares, con Tobias Johannessen al secondo posto davanti a Wout van Aert (Visma-Lease a Bike).
Tra i principali uomini della classifica generale, Tadej Pogacar (UAE Emirates XRG) ha guadagnato una manciata di secondi sugli avversari, ribadendo ancora una volta la propria autorità.
