Olimpiadi Invernali
Dino Ruta racconta come lo sport – e i Giochi di Milano Cortina 2026 – possano diventare una scintilla di innovazione e crescita collettiva
Ogni due anni, i cinque cerchi olimpici tornano a colorare il mondo con le loro sfumature di energia, talento e speranza. Nel febbraio 2026, la coda di questo arcobaleno farà tappa in Italia tra sci e snowboard, pattini e slittini. Milano e Cortina d’Ampezzo, Bormio e Livigno, Predazzo, Tesero, Anterselva: un mosaico di luoghi e di storie che renderanno i Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026 non solo una celebrazione sportiva, ma un’occasione per misurare la capacità del Paese di creare valore condiviso, infrastrutture durature e fiducia nel futuro. Ma, al di là delle medaglie e dei record, cosa resterà davvero di questo entusiasmo collettivo? E in che modo lo sport può diventare un’eredità duratura per la società, le città e le persone? Nel libro “Colori olimpici – Lo sport e i Giochi come scintilla di benessere e sviluppo” (Egea, 2025), Dino Ruta propone un viaggio appassionante nel cuore dello sport come fenomeno sociale e culturale, economico e politico, capace di generare valore ben oltre le arene di gara.
Delegato rettorale per il Movimento olimpico dell’Università Bocconi e professor of practice alla SDA Bocconi School of Management, Ruta indaga le connessioni profonde tra sport, impresa, educazione e comunità, mostrando come le Olimpiadi e Paralimpiadi siano molto più di un evento: un catalizzatore di energie, un laboratorio di governance e innovazione, una metafora viva della convivenza civile.
Lo sport, spiega, non è solo performance o spettacolo, ma una piattaforma di sviluppo integrale. Ogni competizione mobilita investimenti, istituzioni, territori e cittadini; genera ricadute economiche e culturali, ma anche capitale umano e fiducia collettiva. In un mondo che cerca nuovi modelli di coesione e crescita, i Giochi diventano così la lente privilegiata per capire come la collaborazione, l’inclusione e la sostenibilità possano trasformarsi in strategie concrete di progresso.
Ruta traduce questo pensiero in sei azioni, sei “colori” che compongono la tavolozza olimpica e umana della sua analisi.
- Investire, perché lo sport è una piattaforma economica di innovazione: un settore che attrae risorse, genera occupazione e favorisce contaminazioni tra impresa, tecnologia e creatività.
- Tifare, come espressione di partecipazione e appartenenza: la passione dei fan diventa oggi una forza economica e identitaria, amplificata dai social media e dalle community digitali.
- Vincere, che non significa solo primeggiare, ma misurarsi con i propri limiti, allenare la resilienza e imparare a superare la sconfitta come tappa del percorso.
- Costruire, perché gli impianti e i distretti sportivi rappresentano strumenti di rigenerazione urbana e coesione sociale, luoghi dove l’architettura incontra la cultura e la cittadinanza.
- Crescere, inteso come formazione: lo sport come palestra di valori, di autodisciplina e inclusione, capace di unire generazioni, culture e competenze diverse.
- Infine, Impattare, perché ogni evento deve lasciare una legacy tangibile, misurabile e sostenibile: economica, ambientale, ma soprattutto umana.
Arricchito dalla prefazione di Kirsty Coventry, presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), e dalla postfazione di Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani del nostro Paese, il libro intreccia analisi, esperienze e testimonianze di atleti, dirigenti, allenatori, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni, ciascuno con un punto di vista diverso sul significato di costruire valore attraverso lo sport.
Gli atleti, come Federica Brignone, Martina Caironi, Deborah Compagnoni, Anna Danesi e Federica Pellegrini, raccontano la fatica quotidiana, l’importanza dell’equilibrio mentale e la consapevolezza che la vittoria più autentica è quella contro i propri limiti. Le loro voci tracciano un percorso che va oltre l’agonismo: una riflessione sul significato del successo e sul ruolo che lo sport può avere nel formare persone resilienti, motivate, solidali.
Gli allenatori e i leader sportivi, come Carlo Ancelotti, Sasha Djordjevic e Javier Zanetti, riflettono sulla leadership condivisa, sulla fiducia nel gruppo e sulla necessità di ascoltare e guidare con empatia.
I dirigenti del mondo sportivo, come Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, Giovanni Malagò, membro del CIO e presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, e Stefano Domenicali offrono una prospettiva manageriale e istituzionale su innovazione, sostenibilità e ruolo dello sport come politica pubblica.
Le voci delle istituzioni e dell’organizzazione olimpica, come Andrea Varnier, Ad di Fondazione Milano Cortina 2026, Diana Bianchedi (Milano Cortina 2026) e Marie Sallois (CIO), si concentrano sul tema della legacy: come lasciare un’eredità positiva, come misurare l’impatto ambientale e sociale e come garantire che i Giochi generino valore duraturo per i territori. I rappresentanti dei media, della cultura e dell’istruzione, come Francesco Billari, rettore dell’Università Bocconi, e Giuseppe De Bellis, vicepresidente di Sky Italia, riflettono sul linguaggio universale dello sport e sui valori incarnati dai Giochi, e su come la loro narrazione possa diventare strumento di educazione civica e coesione.
Il risultato è un mosaico dinamico di esperienze che mostrano come i colori dello sport non siano solo quelli delle bandiere o delle maglie, ma quelli di un pensiero collettivo che unisce passione, responsabilità e visione. Un dialogo corale che, come un passaggio di testimone, consegna ai lettori una lezione universale: lo sport non è mai solo un traguardo, ma un processo di costruzione condivisa.
“Progettare una legacy positiva”, scrive Ruta, “significa pensare i Giochi non come un momento isolato ma come un processo generativo. Se Parigi 2024 ha aperto la strada, Milano Cortina 2026 ne rappresenta l’evoluzione italiana: un laboratorio in cui l’impatto si misura, ma soprattutto si costruisce”.
“Lo sport, con la sua forza gentile e universale,” conclude l’autore, “può ancora oggi aiutarci a capire chi siamo, a crescere insieme e a lasciare un’impronta che resterà nel tempo”.
Il libro “Colori olimpici – Lo sport e i Giochi come scintilla di benessere e sviluppo” è un progetto di Egea e Università Bocconi, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026.
04/02/2026
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