Calcio

Davide Frattesi è il protagonista della prima puntata della nuova stagione di MySkills, in esclusiva su DAZN

Dagli anni passati al campetto a quelli all’Inter fino al ritorno a casa, alla Lazio: Davide Frattesi è il protagonista della prima puntata della nuova stagione di MySkills, il format DAZN in collaborazione con EA SPORTS FC 27 arrivato alla sua quarta stagione. Il format è nuovamente disponibile in esclusiva su DAZN e porta i tifosi in un viaggio nei segreti dei calciatori, raccontando i movimenti in campo, la visione e il ruolo che li contraddistingue sia sul campo reale che su quello virtuale di FC 27.


Durante la chiacchierata con “Il Profeta” Hernanes, tra prodezze in campo in cui spiega il segreto dei suoi inserimenti e dei suoi gol, e il racconto più intimo, Frattesi commenta la nuova card di FC 27, racconta le difficoltà dell’ultimo anno e la scelta di tornare a casa: “Giocare con la Lazio è come difendere qualcosa di famiglia: andavo allo stadio con papà e fantasticavamo sulla possibilità di arrivare a giocare in prima squadra all’Olimpico.”

Ma non solo, il centrocampista è arrivato nella Capitale anche grazie al rapporto con mister Gattuso. Un rapporto di fiducia e gratitudine che ha radici in Nazionale: “Aveva riposto tanta fiducia nei miei confronti […], continuava a convocarmi in Nazionale perché vedeva qualcosa in me. Ho quindi pensato che potesse aiutarmi a tirar fuori qualcosa in più.”


Un’intervista che scava anche nel profondo di un ragazzo che ha voglia di vincere, di giocare tutti i 90 minuti e divertirsi. Tra analisi delle azioni in campo, la “noia” per il tiki taka e l’ammirazione per il Como, squadra che sa tanto divertire quanto concretizzare, il centrocampista della Lazio ricorda anche gli anni al Sassuolo e l’intesa con Berardi: “Giocare con Bera è stata una delle mie cose preferite, quando sapevo che c’era lui andavo dritto come un mulo e la palla arrivava perfetta.”


Con una predilezione per il 4-3-3, Frattesi arriva alla Lazio con un bagaglio culturale arricchito anche grazie agli anni all’Inter: “A livello di mentalità è una delle squadre che è più abituata a vincere. All’Inter non è contemplato il secondo posto o il pareggio. C'è una grande mentalità che va dall'alimentazione alle cure prima e dopo l'allenamento che cerco di portarmi dietro”.


Di seguito alcune delle dichiarazioni di Davide Frattesi rilasciate in esclusiva a MySkills, disponibile da oggi su DAZN:


Sul ritorno alla Lazio: “Da quando mia nonna è venuta a mancare ho sempre avuto il desiderio di tornare a stare in quella che era stata casa per tanti anni. Sento la Lazio molto “mia”, anche il risultato mi cambia a livello umorale. Giocare per la Lazio è come difendere qualcosa di famiglia: andavo allo stadio con papà e fantasticavamo sulla possibilità di arrivare a giocare in prima squadra allo Stadio Olimpico.”


Sul rapporto con mister Gattuso: “Ho già lavorato con lui in Nazionale e ho sempre visto che aveva tanta fiducia nei miei confronti. Anche perché l'anno scorso ho giocato poco o niente all'Inter e lui, nonostante questo, continuava a convocarmi in Nazionale, perché vedeva qualcosa in me. Ho pensato che potesse aiutarmi a tirar fuori qualcosa in più. Sento un legame con la Lazio, ma anche un sentimento di gratitudine per l’allenatore che si è fidato di me.”


Sugli anni all’Inter: “Allenarti con grandi campioni ti aiuta ad alzare il livello. A livello di mentalità è una delle squadre che più è abituata a vincere. All’Inter non è contemplato il secondo posto o il pareggio. C'è grande mentalità che va dall'alimentazione alle cure prima e dopo l'allenamento.”


Sul rapporto col CT Mancini: “Con mister Mancini avevo parlato prima del trasferimento alla Lazio e il suo consiglio è stato quello di andare a giocare, che se arrivi in Nazionale che hai 90 minuti sulle gambe e sei in forma è una cosa, arrivare lì che hai fatto 10 minuti a partita è un'altra. Io cerco di aiutare la squadra al massimo e se poi queste prestazioni mi permettono di ritornare in Nazionale, ben venga.”


Sulla modalità The Grounds di FC 27 e i giorni del campetto con il padre: “Devo giocare con qualcuno vicino perché devo prenderlo in giro. Spesso gioco con mio cognato (Geolier, ndr) e in Nazionale. Questa modalità è un modo per tornare bambini a quando giocavi al campetto sotto casa. Io andavo sempre con mio papà. Mi ricordo ancora che non mi faceva usare il destro e mi arrabbiavo sempre, dicevo: “non lo so usare, non lo so usare, è inutile”. Poi alla fine, invece, piano piano ho imparato a usare pure il sinistro.”

25/09/2026