Tour of Armenia

Domani scatta la prima edizione del Tour of Armenia. Presentate le quattro maglie delle classifiche e le mascotte

 Il Tour of Armenia è pronto a fare il suo debutto sul palcoscenico del ciclismo mondiale. Domani alle 12.55 locali (GMT+4, in Italia saranno le 10.55) scatterà la prima tappa dell’edizione inaugurale della corsa 2.2 inserita da questa stagione nel calendario dell’Uci Europe Tour. Si parte da Gavar, capoluogo della regione di Gegharkunik e si arriva a Mets Masrik, costeggiando per tutta la frazione il lago Sevan, uno degli specchi d’acqua in quota più grandi al mondo e definito il “mare d’Armenia”. Appena 450 metri di dislivello con possibile arrivo allo sprint, ma la peculiarità di pedalare su un altopiano che non scende mai sotto quota 1900 metri per tutti i 135 km previsti può regalare qualche sorpresa.


Le squadre sono arrivate in queste ore a Erevan, una delle città più antiche del mondo e si stanno preparando per questa intensa quattro giorni che si chiuderà proprio nella capitale domenica 13 settembre con un ambassador d’eccezione come l’olimpionico di Pechino 2008 Samuel Sanchez a premiare i vincitori.


Quattro le maglie, disegnate dall’azienda italiana Alé Cycling, per vestire i leader delle rispettive classifiche, che richiamano i simboli peculiari armeni. Il corridore che si aggiudicherà la prima tappa di domani indosserà anche la maglia rossa destinata al primo della classifica generale: i disegni della parte frontale richiamano il simbolo dell’Eternità armena, mentre sul retro c’è la cartina geografica stilizzata del Paese caucasico. La maglia blu, che sarà in palio da venerdì coi primi gran premi della montagna, caratterizzerà il miglior scalatore, rappresentando sullo sfondo il Monte Aragats, vulcano estinto nonché il picco più alto dell’Armenia con 4090 metri. Per la classifica a punti, invece, brilla la maglia arancione, con onde stilizzate che richiamano la velocità del ciclismo moderno. Alle tre maglie che insieme omaggiano i colori della bandiera nazionale, si aggiunge la tradizionale bianca di miglior giovane, con arazzi tipici sulla parte frontale che rappresentano la cultura e l’identità del Paese, mentre sul retro è stilizzato il suggestivo Monastero di Noravank, risalente al XIII secolo.


Nei giorni scorsi, con tanto di evento pubblico in centro a Erevan, era stata, invece, svelata la simpatica mascotte del Tour of Armenia, un capriolo vestito di tutto punto da ciclista, con tanto di caschetto. All’evento era presente anche il Ministro dell’Educazione, della Scienza, della Cultura e dello Sport della Repubblica d’Armenia Zhanna Andreasyan, che ha voluto fortemente questa corsa: «Lavoriamo a questo progetto da circa due anni. Per quanto possa sembrare sorprendente, l'idea è nata dai grandi programmi di infrastrutture stradali attuati dal Governo. Da questi lavori, è emerso chiaramente che le nostre strade sono in ottime condizioni e in grado di ospitare eventi ciclistici internazionali. Da qui è nata l'idea di sfruttare questa opportunità per organizzare una gara ciclistica internazionale in Armenia. Un evento di questo tipo crea solide premesse sia per lo sviluppo del ciclismo a livello locale, sia per accrescere la visibilità del Paese a livello globale».


Un evento che dà la possibilità all’Armenia di aprire le sue porte al mondo, grazie anche alla cooperazione di più soggetti, come aggiunge Andreasyan: «Non avendo alcuna esperienza pregressa nella realizzazione di progetti di questa portata, avevamo bisogno della guida di un'organizzazione internazionale affidabile e con comprovata competenza come RCS, società di consulenza internazionale profondamente coinvolta in grandi eventi ciclistici come il Giro d'Italia, che ha visitato il nostro Paese ed effettuato delle ispezioni preliminari in diverse regioni, per consigliarci i successivi step da seguire. In seguito, il Tour of Armenia ha preso forma e abbiamo avanzato all’UCI la candidatura per includere la corsa nel loro calendario. Dall’istante in cui abbiamo ricevuto la gratificante risposta affermativa ci siamo preparati con grande responsabilità».




Sul percorso del 2026, il Ceo della società organizzatrice locale, Sports Management Center Khoren Zargaryan commenta: «Abbiamo disegnato un tracciato bilanciato, per offrire un’esperienza variegata sia ai ciclisti sia agli spettatori, mostrando in tutto il mondo il grande patrimonio turistico dell’Armenia. Il gran finale ad Erevan poi, ha un significato e un fascino speciale». Nello specifico, aggiunge: «La frazione di domani, che aprirà il Tour, sarà veloce e vedrà le squadre darsi battaglia sin da subito. La seconda tappa da Kirants a Stepanavan, invece, coi suoi 2400 metri di dislivello avrà un ruolo chiave per la classifica generale, così come la terza, da Martuni al Lago Parz nei pressi di Dilijan. Sabato, oltre a fare fatica in bicicletta, i corridori passeranno in alcuni degli scenari più iconici che sono sicuro lasceranno a bocca aperta i telespettatori di tutto il mondo. Per il gran finale di domenica, abbiamo optato per un circuito veloce, dinamico e molto accattivante anche per il pubblico oltre per i corridori. Arrivare nel cuore di Erevan poi, ha un significato speciale».

 

L’amministratore delegato e direttore generale di Rcs Sports and Events, Paolo Bellino, dichiara: «L’Armenia è un Paese che negli anni ha dimostrato una forte attenzione e un concreto impegno verso il ciclismo. Il Tour of Armenia rappresenta un ulteriore passo in questo percorso e siamo lieti di mettere a disposizione la nostra esperienza per contribuire al successo di un evento che, già da questa settimana, si affaccia sul panorama internazionale». E, grazie al ciclismo, scopre nuovi orizzonti: «Il Giro d’Italia ha sempre rappresentato molto più di una competizione sportiva: è uno strumento capace di creare connessioni, avvicinare culture e rafforzare le relazioni tra Paesi. La nascita di questa nuova collaborazione sportiva ne è una testimonianza concreta. Lo scorso maggio, il Governo italiano ha visitato Erevan in occasione del vertice della Comunità Politica Europea, proprio nei giorni in cui si disputava il Giro d’Italia. Sono certo che il Tour of Armenia, al via giovedì, saprà rafforzare ulteriormente, attraverso il linguaggio universale del ciclismo, gli ottimi rapporti che già legano Italia e Armenia».

 

L’attenzione non soltanto per il presente, ma anche per il futuro, come sottolinea il ministro Andreasyan: «Il nostro obiettivo non era quello di organizzare un evento isolato, ma di rendere il Tour of Armenia una corsa ricorrente. Le discussioni con i nostri partner hanno dimostrato che i percorsi possono cambiare ogni anno. Mentre l'edizione di quest'anno attraversa le regioni di Gegharkunik, Kotayk, Tavush e Lori, quelle future potranno includere altre regioni e comunità in tutta l'Armenia. Questa flessibilità ci permette di dimostrare che stiamo parlando di un'intera rete stradale che offre fantastici itinerari ciclistici. Grazie al fatto che le immagini della corsa saranno trasmesse dai broadcaster internazionali, il pubblico di tutto il mondo scoprirà che il nostro Paese è ottimo per il turismo sportivo. Le nostre strade, i nostri paesaggi, la nostra cultura storica e la nostra grande ospitalità sono il miglior biglietto da visita che possiamo dare».

 

Il Tour of Armenia, infatti, sarà trasmesso a tutte le latitudini da HBO Max, ESPN, Flo Sports, Okko, SBS e SPO TV e Zhibo Tv. Novantasei i partenti, provenienti da ogni angolo del mondo: Australia, Danimarca, Eritrea, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Kazakistan, Nuova Zelanda, Svizzera, Spagna, Polonia, Portogallo, soltanto per citarne alcuni.

 

Tra le sedici formazioni al via della corsa poi c’è anche una formazione di base armena, base fondamentale per diffondere ancora di più il ciclismo in tutte le regioni del Paese e il presidente della Federciclismo nazionale Ara Sadoyan commenta soddisfatto: «Una corsa a tappe inclusa nel calendario internazionale UCI offrirà ai nostri giovani atleti l'opportunità di sperimentare il ciclismo professionistico a casa propria, di comprendere il livello della competizione e di familiarizzare con i più alti standard internazionali. Sarà un'esperienza fantastica anche per i giovani ciclisti che verranno ad assistere alla gara. Vogliamo che il Tour d'Armenia contribuisca ad aumentare l'interesse per il ciclismo giovanile e incoraggi una nuova generazione di atleti ad avvicinarsi a questo sport».

 

Tutta l’Armenia si sta innamorando del ciclismo, come conferma il ministro Andreasyan: «Abbiamo lavorato al fianco di tutte le municipalità toccate dal percorso per far sì che fossero preparate al meglio. Questo non è soltanto un progetto sportivo, ma è una vetrina incredibile per le nostre regioni. Il Comitato Turistico dell’Armenia è stato coinvolto in ogni fase del processo, per rappresentare il nostro Paese attraverso la corsa ciclistica. Sono convinta anche che i nostri giovani saranno presenti in massa ad assistere alla manifestazione anche perché per noi lo sport è una componente essenziale dell’educazione fisica, o per dirla col termine in lingua armena “marmnakrtutyun”, ovvero “educazione del corpo”. L’educazione moderna non può esistere senza una bilanciata combinazione dello sviluppo intellettuale, emozionale e fisico».


09/09/2026